Testo di Gualtiero Spotti

Balls., e il nome dice tutto, con il punto in chiusura che non è messo semplicemente per la necessità ortografica di passare a un’altra frase, ma per definire ancor meglio il campo d’azione di questo nuovo angolo di comfort food (e pure fast) che si trova in una delle vie più vivaci di Bucarest. Non parliamo, chiaramente, di un rinascimento gastronomico rumeno, visto che il fine dining in città è appannaggio di una manciata di indirizzi perlopiù di cucina filofrancese che si contano sulle dita di una mano, bensì di una crescente movida gastronomica capace di partire dal basso e che vede i food trucks e lo street food nel momento di maggior fulgore, grazie a una generazione di giovani determinati nel farsi strada con iniziative spesso avvincenti.

Balls. è una di queste, e il piccolo locale aperto nell’estate dello scorso anno dalla ventinovenne Ala Dumitrache, originaria di Costanza, sul Mar Nero, ben rappresenta il nuovo mood cittadino. La formula è semplice e diretta, senza troppe complicazioni: si tratta di scegliere tra una ristretta selezione di piatti (da consumare in loco o take away) con protagoniste le meatballs, ovvero le polpette, declinate in diversi modi e con, in accompagnamento, preferibilmente birra, ma anche juices e bibite.

Per non sbagliare, nel menù, che cambia quasi integralmente ogni giorno, ci sono anche una zuppa e un’insalata, ma sono sempre le polpette a fare la parte del leone, nella loro monoporzione abbondante che strizza l’occhio di volta in volta a diverse culture gastronomiche. Così le meatballs Maroc portano dalle parti di Marrakech e stuzzicano il palato con carne di agnello, pomodoro, melanzane e menta, mentre le Mama’s Balls di maiale fritto con senape, salsa sriracha (chili) e pane rappresentano la scelta prediletta della casa. E parlando di pane, qui si usa quello della Brutaria (panificio/pasticceria) artigianale Miez, ed è il migliore di Bucarest.

Balls., con il suo ambiente colorato e simpatico, non rappresenta l’unico indirizzo per una sosta piacevole e disimpegnata in città, in realtà Bucarest si rivela una destinazione perfetta per gli amanti del caffè (i coffee corner qui sono ovunque), per chi ama sandwiches e burgers (da provare il bistrò di Burger Van in via George Vraca al civico 4), per qualche escursione nella cucina italiana d’oltreconfine (Buoni e Bravi è tra i migliori se si vuole una pizza al taglio), e per un drink come si deve. A questo proposito vale la pena scovare, è il caso di dire, il Fix Me a Drink Botanical Bar, ben nascosto al secondo piano di un edificio. È quasi uno speakeasy, molto vivace ,con una convincente carta di cocktails e raggruppa una variegata fauna locale tra universitari, hipsters e artisti alternativi. Immancabile, infine, un passaggio nel rutilante mondo di Obor, il più grande mercato cittadino per rifornirsi di primizie e non solo. È un po’ periferico, ma permette una full immersion interessante a stretto contatto con la produzione agroalimentare di tutta la Romania. Tra carni e verdure di ottima qualità come vuole la tradizione dell’intera cucina balcanica.  

Balls.

Calea Dorobanti, 69

Bucarest – Romania

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