Testo di Gualtiero Spotti

Foto di Stefano Borghesi

Concretezza sabauda e influenze liguri, vista la vicinanza al mare, ma anche la placida provincia italiana e la quotidianità fatta di piccoli gesti. L’Albergo Ristorante Cacciatori si trova nel minuscolo centro abitato di Cartosio, nel Monferrato alessandrino e dal 1818 è sinonimo di accoglienza e buona cucina nostrana e territoriale in stile piemontese. Al punto che figura oggi, e da poco più di un anno,  nella lista piuttosto esclusiva e raccolta di quelle Premiate Trattorie Italiane che, solitamente, hanno una lunga storia da raccontare. Questa del Cacciatori è soprattutto la storia secolare della famiglia Milano, arrivata da queste parti nel lontano 1653, da Novara, anche se l’attività di ristorazione è ben più recente con i 200 anni di attività legata all’ospitalità e alla ristorazione festeggiati lo scorso anno da Massimo Milano nelle vesti di pacato padrone di casa e allo stesso tempo ultimo erede della famiglia.

A sinistra: Massimo Milano e Federica Rossini;
a destra: un dettaglio della sala

Insieme a lui, dal 2006, c’è la compagna e cuoca Federica Rossini, originaria di Tortona, che ha subito pensato di proseguire la lunga e secolare storia gastronomica del luogo, fatta di una cucina fortemente territoriale, tra erbe spontanee e verdure, e dove si guarda sempre alla stagionalità, al gusto e ai sapori come metro definitivo per determinare la bontà, o meno, di un piatto. Così nascono ancora oggi le Verdure ripiene, i Tortelli con borragine, il ricco e prelibato Pollo alla cacciatora o le Crostate casalinghe con le albicocche o con i pinoli e l’uvetta.

Baccalà e giardiniera

Che poi, a ben guardare, fa sorridere la definizione di casalingo utilizzata solo per le torte, visto che Federica Rossini, di fatto, qui è l’unica e sola padrona della cucina e ama realizzare i suoi piatti su una vecchia stufa che carica con la legna a ogni pasto. Come una volta, verrebbe da dire e con l’intimo piacere di sentirsi, una volta messe le gambe sotto al tavolo, un po’ ospiti di una casa privata o tra vecchi amici.

Federica carica la vecchia stufa a legna

Anche perché Massimo Milano è il factotum della sala, che pur essenziale e piuttosto spoglia nel suo look, risplende di una parata di opere d’arte davvero singolari, le quali riportano ai movimenti pittorici degli anni Sessanta e Settanta. Proprio qui al Cacciatori, infatti, molti degli esponenti dell’informale italiano si ritrovavano a pasteggiare e a discutere animatamente, così oggi le pareti sono caratterizzate da molti quadri firmati da Ruggeri, Morlotti, Chighine, Mušič, Lavagnino e Ruggero Savinio. In una specie di piccolo museo mangereccio dove si possono assaporare antiche ricette con un paesaggio unico sotto il profilo culturale. Lo stesso Massimo è una fonte inesauribile di aneddoti relativi ai numerosi personaggi e artisti che sono transitati da Cartosio e al tempo stesso l’approdo sicuro per un consiglio sulle bottiglie piemontesi tra Langhe, Roero e Monferrato da stappare in tavola. Oppure per gli amanti delle bollicine più pregiate in direzione Francia, con una ricca selezione di Champagne. Infine, se si vuole sostare e godere appieno della pace e della tranquillità dei luoghi c’è anche qualche camera, semplice e funzionale.

La sala

Albergo Ristorante Cacciatori

Via Moreno, 30

15015 Cartosio (Al)

Tel: +39 0144 40123

www.cacciatoricartosio.com